Da "Gallery 9 / Walker Art Centre", 1 gennaio 2001
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File sharing
"File Sharing" viene solitamente tradotto con la sigla "Condivisione Documenti", è un'opzione che permette di condividere il proprio hard-disk con altri utenti. In pratica si va da due computer connessi per scambiarsi files, fino a Internet, la rete per eccellenza. Anche quando un computer è condiviso esistono numerose restrizioni di accesso, cioè più livelli di condivisione. Si tratta di vere e proprie gerarchie di utenza, alle quali fa capo il proprietario del computer in condivisione: la necessità di ottenere la password del computer, la possibilità di avere accesso solo ad una sezione dell'hard-disk oppure l'impossibilità di modificare i file condivisi - tuttavia è possibile copiarli - e così via.
Esistono poi computer che, attraverso la rete telefonica, condividono parti del proprio hard-disk con -potenzialmente - tutta l'umanità: si tratta dei "server", ossia i computer che ospitano i file che noi vediamo quando navighiamo in Internet. Sono file "particolari", cioè in formati considerati "standard" della Rete (HTML, jpg, gif ecc.) perché leggibili attraverso il browser (Netscape Navigator, Internet Explorer ecc.). Questi dati sono solitamente organizzati in "siti", ognuno con il proprio indirizzo, ognuno raggiungibile - potenzialmente - da tutto il mondo.
Chiunque lavori con un computer quotidianamente, almeno per alcuni anni, si renderà presto conto che il proprio computer assume sempre più l'aspetto del suo proprietario. Con il computer si condivide tutto: il tempo (spesso ci si lavora fino a 13 ore al giorno), lo spazio (il desktop), la cultura (i bookmarks), i rapporti personali e non (la posta elettronica), i ricordi (archivi di fotografie), le idee, i progetti. Un computer divenga, con il passare del tempo, la cosa che più si avvicini al cervello del suo proprietario. Lo fa molto di più e meglio di altri supporti tradizionali, pensiamo ad esempio a diari, agende o, su un piano più astratto, dipinti e romanzi.
Partendo dal presupposto che il computer è ciò che più si avvicina al proprio cervello è automatico concludere che la condivisione del proprio computer sia qualcosa di più che la condivisione di una scrivania o di un libro, qualcosa che potremmo chiamare "Condivisione della vita" ('Life Sharing').
life_sharing
"life_sharing" è un anagramma di "File Sharing", e significa letteralmente "condivisione della vita". Il life_sharing è un computer che condivide il proprio hard-disk con tutto il mondo, che rende accessibili tutti i propri contenuti via Internet. "Tutti" significa non una porzione di hard-disk, cioè una directory, ma l'intero contenuto del computer: programmi, system, desktop, archivi, preferenze, progetti in corso, mailbox e così via. Dall'istante in cui il life_sharing avrà inizio, qualunque utente di Internet potrà avere accesso 24 ore su 24, 365 giorni l'anno al computer di 0100101110101101.ORG: cercare tra gli archivi testi o articoli che lo interessino, verificare il tipo di software, seguire in "diretta" l'evoluzione dei progetti e addirittura leggere la posta privata di 0100101110101101.ORG.
Avrà accesso ai contenuti attraverso il suo browser, perciò non sono richieste capacità tecniche che non siano quelle di base per navigare in Internet. Il contenuto del computer non sarà uploadato periodicamente, procedura necessaria per aggiornare il proprio sito, ma 0100101110101101.ORG "direttamente" sul computer che è condiviso - il server - perciò il pubblico potrà seguire lo sviluppo dell'opera in tempo reale, l'utente sarà sempre "presente" e aggiornato. Da questo punto di vista è un po' come se infiniti spettatori avessero accesso allo studio di un artista e potessero così assisterlo durante l'evolversi del suo lavoro, senza che quest'ultimo ne venga minimamente disturbato.
L'idea è tanto semplice quanto ricca di implicazioni che vanno oltre l'arte tout cour per coinvolgere sfere quali la politica, la sociologia, la filosofia e l'informatica. Il life_sharing , andando oltre l'idea di opera d'arte come oggetto di semplice contemplazione, individua e solleva problemi e contraddizioni non più "estetici" ma squisitamente "etici".
Il primo di questi problemi è evidentemente la "privacy". Il life_sharing rappresenta un radicale sovvertimento del concetto di privacy, una netta inversione della prospettiva sotto cui si è stato sempre considerato e discusso. Il life_sharing è la dimostrazione "empirica" che in Internet è possibile sperimentare nuove forme di interazione e network, ma è necessario lasciarsi alle spalle usi e costumi che non tarderanno a dimostrarsi obsoleti. Non si tratta di utopia, ma di una pratica che, una volta avviata, entrerà a fare parte della nostra quotidianità.
Un altro problema che il life_sharing solleva è indubbiamente quello dela prorietà intellettuale: 0100101110101101.ORG propone non una completa abolizione del copyright, ma la sua sostituzione con la GPL (Gnu General Public License ).
Estratto dalla Gnu General Public License:
"Le licenze per la maggioranza dei programmi hanno lo scopo di togliere all'utente la libertà di condividerlo e di modificarlo. Al contrario, la Licenza Pubblica Generica GNU è intesa a garantire la libertà di condividere e modificare il free software, al fine di assicurare che i programmi siano "liberi" per tutti i loro utenti. Questa Licenza si applica alla maggioranza dei programmi della Free Software Foundation e ad ogni altro programma i cui autori hanno scelto questa Licenza. Chiunque può usare questa Licenza per i propri programmi. Quando si parla di "free software", ci si riferisce alla libertà, non al prezzo. Le nostre Licenze (la GPL e la LGPL) sono progettate per assicurarsi che ciascuno abbia la libertà di distribuire copie del free software (e farsi pagare per questo, se vuole), che ciascuno riceva il codice sorgente o che lo possa ottenere se lo desidera, che ciascuno possa modificare il programma o usarne delle parti in nuovi programmi "liberi" e che ciascuno sappia di potere fare queste cose. Per proteggere i diritti dell'utente, abbiamo bisogno di creare delle restrizioni che vietino a chiunque di negare questi diritti o di chiedere di rinunciarvi. Queste restrizioni si traducono in certe responsabilità per chi distribuisce copie del software e per chi lo modifica."
Sino ad ora, la GPL è stata applicata esclusivamente a software, con enorme successo sia economico che "culturale". 0100101110101101.ORG intende applicare il modello Open Source - perciò una licenza direttamente ispirata alla GPL a tutta la produzione culturale. Anche in questo caso non si tratta di sterili teorizzazioni, ma di una proposta realizzabile: condividere realmente e quotidianamente i beni intellettuali, cominciando dai propri.
First published by Gallery 9 / Walker Art Centre for life_sharing by 0100101110101101.ORG