Comunicat stampa, 17 Ottobre 2003
Perché Nike non vuole giocare con me?
Nike agisce per vie legali contro il gruppo artistico europeo 0100101110101101.ORG e l'associazione Public Netbase.
Da metà settembre 0100101110101101.ORG ha iniziato un progetto chiamato Nike Ground (http://www.nikeground.com). La surreale performance è consistita nell'organizzazione di una falsa campagna pubblicitaria: Nike starebbe comprando strade e piazze nelle maggiori capitali mondiali, per poi rinominarle ed inserirvi monumenti giganti ispirati al proprio marchio. L'azione include anche l'installazione di un container hi-tech a Vienna, la prima città ad ospitare il progetto Nike Ground.
Il 10 ottobre questo "spettacolo teatrale iper-reale" viene rivendicato pubblicamente da 0100101110101101.ORG. Il progetto mette in forte discussione il tema della privatizzazione degli spazi pubblici, le conseguenze del bombardamento quotidiano di messaggi commerciali e la libertà artistica di manipolare i simboli che permeano la vita quotidiana.
Il 14 ottobre Nike spedisce un dossier di 20 pagine pretendendo la rimozione definitiva di tutti i riferimenti ai suoi marchi registrati e la cessazione immediata di ogni attività legata proprio nome. Se questa richiesta non verrà soddisfatta, Nike chiederà 78.000 Euro per danni.
«Dov'è lo spirito Nike? -- chiede Franco, portavoce di 0100101110101101.ORG -- Credevo di avere a che fare con gente sportiva, non con dei noiosi burocrati!».
«Molti artisti hanno avuto a che fare con prodotti commerciali, anche prima che Nike esistesse -- commenta Eva, sempre di 0100101110101101.ORG -- basti pensare all'utilizzo che Andy Warhol faceva del marchio Campbell. L'arte contemporanea non ha un ruolo ben definito in questa società. Al contrario, è un'area dove è possibile sostenere delle tesi che non sono compatibili con nessun altro campo. Gli artisti hanno sempre usato come soggetto le figure e i simboli di potere della propria società. Queste figure, che in passato erano rappresentate da reali, politici e signori, oggi sono rappresentate dalle multinazionali».
Secondo Timothy Druckery, scrittore e curatore indipendente newyorkese, «Il lavoro di 0100101110101101.ORG solleva la questione di come la sfera privata non possa sovrapporsi a quella pubblica o imporsi come entità immune alle conseguenze delle proprie azioni».
Curiosamente, proprio di fronte al NikeInfobox a Karlsplatz si trova lo storico Palazzo della "Secessione Viennese", costruito da Joseph Olbrich nel 1898. All'entrata dell'edificio è riportato a grandi lettere dorate il motto del gruppo: "Ad ogni tempo la sua arte. Ad ogni arte la sua libertà".