Da "la Repubblica - Bologna", 2001
L'ARTE ELETTRONICA A FERRARA
di Walter Guadagnini
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INTERVISTA A 0100101110101101.ORG
Nel 1998 hanno beffato tutta la stampa internazionale gettando in rete la biografia dell'artista slavo Darko Maver, salvo poi comunicare che si trattava di una pura invenzione; nel 1999 hanno permesso l'entrata gratuita ad un sito di net.art riservatissimo, ottenendo grande fama e una denuncia; quest'anno hanno terrorizzato gli utenti di Internet esponendo nel Padiglione sloveno alla Biennale veneziana, assieme a "Epidemics", la formula di un virus, ovviamente anch'essa innocua: sono 0100101110101101.ORG, agiscono localmente in quel di Bologna, ma pensano globalmente e sono oggi riconosciuti come uno dei gruppi italiani di net.art (l'arte fatta con e nella rete) più noti al mondo.
W.G. : Perché queste continue azioni di disturbo?
01.ORG : Sia chiaro che non sono contro qualcuno o qualcosa, non ce l'abbiamo né con la stampa né con altri siti, si tratta di azioni dimostrative, è un modo per svelare alcuni meccanismi della comunicazione, e in particolare della comunicazione sull'arte. Ci interessa mettere in discussione concetti all'apparenza acquisiti come quelli di autore, di originalità, di proprietà dell'opera: quando operi nella rete, tutto questo diventa obsoleto, o quanto meno ha bisogno di una ridefinizione.
W.G. : Prossimi progetti?
01.ORG : Uno già in corso, si chiama "live_sharing", e in buona sostanza significa che il nostro computer viene condiviso da chiunque si colleghi al sito, 24 ore su 24: idee, progetti, archivi, posta privata, software, transazioni economiche. Si tratta di rendere sempre più trasparente la comunicazione, di ridefinire l'idea stessa di proprietà intellettuale e di privacy.
W.G.: Un artista tradizionale vive vendendo le proprie opere; un net-artista, che non ha un oggetto fisico da vendere?
01.ORG : Noi viviamo soprattutto di commissioni pubbliche da parte di Musei, Fondazioni: è una prassi quasi inesistente in Italia, ma all'estero sta diventando la normalità. L'ultimo progetto è stato finanziato dal Walker Art Center di Minneapolis, che come tanti musei stranieri ha ormai una sezione dedicata interamente alla net.art. Poi facciamo conferenze, progetti speciali per mostre, insomma una vita d'inferno, bisognerà che ci inventiamo qualcosa di concreto da vendere.