Da "l'Espresso", 6 Jun 2001
Un virus contagia la Biennale
Un gruppo di artisti-programmatori presenterà a Venezia la sua ultima creazione: "biennale.py". Il primo "bug" pensato per essere messo in mostra
di Alessia Trivelli
Il virus d'autore è pronto per infettare la quarantanovesima edizione della Biennale internazionale d'arte. Quel codice cifrato che si insinua nella rete attaccando i computer di tutto il mondo è riuscito a infilarsi anche a Venezia nella sua performance più subdola: trasformarsi in opera d'arte. A presentarlo nell'inedita veste è il gruppo di artisti-programmatori "EpidemiC", in collaborazione con gli "0100101110101101.ORG". Reduci dal forum "Salara" di Bologna, dedicato all'arte digitale, hanno realizzato la prima mostra di virus informatici. E a Venezia presentano, a partire dal 6 giugno, un nuovo pericolo di contagio: si chiama "biennale.py" e si proclama come il virus più lento del mondo. Le società di software e anti-virus sono avvertite.
Ma cosa c'è di artistico in un virus? "E' un testo sofisticato che rappresenta un'immagine e al tempo stesso un linguaggio poetico, con tanto di rifiniture dell'autore", spiega Gaetano La Rosa degli "EpidemiC": "Il virus non è solo uno strumento nato per danneggiare: è la vera sperimentazione informatica, più creativa di altre forme artistiche generate con le nuove tecnologie ed è la prova dell'esistenza della rete". Gli "EpidemiC" propongono quindi una rilettura culturale del virus considerandolo un vero e proprio prodotto estetico; il loro manifesto è il sito Internet www.epidemic.ws.
Così, dopo quasi vent'anni dai primi tentativi all'Univeristà di Los Angeles, oggi che in circolazione ce ne sono circa cinquantamila e ogni giorno se ne aggiungono quindici in più, si scopre che i virus hanno anche un'anima artistica: è il codice sorgente, quella sequenza cifrata che ne detta l'esecutività ordinando di riprodursi e di modificare altri programmi. A Venezia sarà in mostra il codice di "biennale.py": sarà possibile leggere il testo, sperimentarne il funzionamento su un computer infettato e i collezionisti potranno addirittura acquistarlo.
L'evento viene presentato nel Padiglione della Repubblica di Slovenia, che quest'anno patrocina il progetto "Absolute One" dedicato al rapporto dell'artista con il processo di globalizzazione: quale risposta migliore, sul tema, di un virus informatico che cerca di sopravvivere mettendo alla prova i confini della rete come una sorta di contropotere globale? Gli "EpidemiC" non hanno dubbi. E per diffondere il virus artistico alla Biennale hanno avuto un'idea: per una volta, responsabili dell'epidemia saranno gli uomini e non solo le macchine. Sono pronte, infatti, migliaia di magliette-gadget in onore di "biennale.py".