Da "Bologna&Bologna", 3 maggio 2001
Due bolognesi mettono in rete tutto il loro computer. Un successo.Dalle due torri a Venezia, ecco i nuovi web-artisti
Partiti come hacker, andranno alla Biennale
di A. SannaiÈ bolognese il nuovo progetto di arte on web che sta sbancando in tutto il mondo.
I fautori di questa nuova follia virtuale si fanno chiamare Renato Posapiani e Tania Copechi, ma sono nomi dichiaratamente falsi. Hanno uno "studio" (chissà se si chiamano così anche quelli dei web-artisti) in centro a Bologna. L'hard-disk del loro computer è collegato alla rete 24 ore su 24. Cosa fanno? Visto che passano la maggior parte della loro giornata davanti al PC, lasciano che i navigatori che vanno sul loro sito vedano tutto quello che fanno. progetti, testi e persino la loro posta elettronica: tutto è visionabile da tutti. Il nome di questa condivisione della vita privata tramite la rete si chiama "life_sharing". l'analogia con il mondo del computer non è così chiara, ma se si pensa che "life" è l'anagramma di "file" il collegamento è presto fatto.
Ma il life_sharing non è la loro sola attività. Prima ancora erano diventati famosi per aver "hackerato" alcuni siti.
Uno dei casi più eclatanti è stato quello del vaticano, registrato sotto Vaticano.org. Rispettando la grafica del sito originale i pirati-artisti, hanno cambiato tutti i testi dando, ovviamente, scandalo. Un altro blitz informatico è stato effettuato ai danni di una galleria d'arte virtuale, Teleportacia.com, che vende opere d'arte digitali come quelle reali, con tanto di certificato di garanzia. Due operazioni, spiegano loro, per mettere alla berlina le contraddizioni della rete. Birkut, il portavoce del gruppo, le ha definite "mistica dell'autenticità" e "mistica del copyright".
Questo però non è stato che il primo passo verso ciò che i nostri web artisti fanno ora. Loro dichiarano di aver assunto all'inizio una posizione critica e adesso, invece, una posizione più propositiva. Per questo, quando alcune aziende hanno chiesto a Birkut e gli altri di "piratare" i loro siti per guadagnare popolarità, il gruppo di 01.ORG (questo il "nickname" del sito dal nome interminabile WWW.0100101110101101.ORG) si è rifiutato, dichiarando di non voler entrare nel business delle falsità aziendali.
Attorno a questi personaggi, strani eroi del web, c'è un alone di mistero. Come Superman e l'Uomo Ragno non vogliono assolutamente rivelare i loro nomi, date di nascita o residenze. (Da alcune indagini risulta che il loro sito è registrato all'apposita anagrafe sotto il nome di Choi Woohyong. Un coreano?) Quello che invece è noto a molti è che i due artisti stanno riscuotendo enorme successo. Il New York Times si è interessato al loro lavoro, e da qui sono partite le offerte delle Gallerie. Dalla "grande mela" a Mosca fino a Barcellona e Monaco sono fioccati inviti e i web-artisti hanno cominciato anche a guadagnare. Indiscrezioni rivelano che da Stoccarda, con la vincita di un premio dedicato all'e-business, sono arrivati sotto le due torri una trentina di milioni. Altrettanti sarebbero poi giunti da Minneapolis, e dalla Svizzera.
01.ORG ha iniziato a viaggiare non solo via rete: i ragazzi sono stati invitati in tutto il mondo e assieme agli inviti, sono arrivati altri soldi, tanto che ora, se non sono pagati, non si muovono più.
Il prossimo passo sarà la Biennale di Venezia e chissà che finalmente non si riesca a vederli in faccia...